Galletti Stefano

Tobiolo e l'angelo

XIX secolo

esposta

L’opera fu ideata per partecipare a un concorso che si svolgeva a Roma sotto il portico del Pantheon nel giorno della festa di san Giuseppe, l’opera, che fu premiata, rappresenta un episodio del vecchio testamento: il giovane Tobiolo, spaventato dal grosso pesce che dovrà afferrare, si stringe alla sua guida angelica. Teneramente l’angelo accoglie il ragazzo sotto il proprio manto per ispirargli coraggio, dando vita a una scena composta ma emotivamente coinvolgente. Avendo avuto notizia dell’affermazione romana del modello, Giuseppe Borselli ne commissionò al giovane la traduzione in marmo per destinarla al proprio palazzo. Il senatore centese sarebbe poi divenuto uno dei principali committenti ed estimatori dello scultore e dopo la sua morte nel 1892, il marmo fu destinato in eredità alla Pinacoteca.

Autore Galletti Stefano
Tipologia Scultura
Tecnica Marmo bianco
Misure 84x40x40 cm