Barbieri Giovanni Francesco detto il Guercino

Sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria alla presenza di San Carlo Borromeo

XVII secolo

esposta

La nobile santa Caterina, con accanto la ruota spezzata simbolo del suo futuro martirio, attende il suo mistico Sposo Gesù bambino, ammantata di una veste violacea dalle maniche bianche, accostata a un manto giallo. Dall'altro lato, inclinando il viso, genuflesso e con le braccia incrociate sul petto, san Carlo Borromeo, campione della Chiesa della Controriforma, cerca di cogliere ogni dettaglio della tenera scena. Quasi un terzo della composizione è riservata al paesaggio sullo sfondo, un notturno dominato dal rischiararsi della luce, a evocare il momento in cui la martire egiziana sognò la celebrazione del suo sposalizio, e dalle poderose mura caratterizzate dalla presenza elementi turriti, in uno dei quali si è riconosciuta la torre della Rocca di Cento. 

La composizione della deliziosa tavoletta, opera molto precoce del Guercino, è animata dal movimento obliquo della Madonna che, seguendo la diagonale sinistra-destra della scena, fa risaltare il busto del Bambino che, con l'anello tra le dita della mano destra all'altezza delle labbra, sembra quasi ignorare la "sposa" per rivolgersi verso la Madre e san Carlo, quasi a cercarne l'approvazione prima di procedere con il rito mistico. 

L’opera è considerata fondamentale per comprendere l’influenza esercitata dalla cultura figurativa della vicina Ferrara sul giovane centese, che qui sembra aver guardato in particolare la naturalezza di Carlo Bononi e le brillanti cromie di Ippolito Scarsella detto Scarsellino.

Autore Barbieri Giovanni Francesco detto il Guercino
Tipologia Dipinto
Tecnica Olio su tavola di pioppo
Misure 50,2x40,3 cm

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