mostra
Le maschere del dolore. Strazio e grottesco nei volti di cartapesta dal Settecento a oggi
31 Gennaio – 26 Aprile 2026
Dal 31 gennaio al 26 apprile 2026
Le maschere del dolore
Strazio e grottesco nei volti di cartapesta dal Settecento a oggi
Il processo di riconoscimento da parte dell’UNESCO del carnevale di Cento come patrimonio immateriale dell’umanità , ha avviato molte riflessioni, in primis la costruzione dei carri allegorici e l’utilizzo della cartapesta. Tuttavia, fra i molti temi legati alle sfilate carnevalesche, emerge la commistione tra sacro e profano, tra la contrizione quaresimale e la libera sfrontatezza della festa, del travestimento, della mascherata. In tutto ciò la farsa, la caricatura, la canzonatura giocano un ruolo fondamentale e, come narra il monumento funebre scolpito da Adolfo Wildt per Aroldo Bonzagni, le maschere del dolore, dell’ironia e della satira, guidano il percorso umano di ogni essere vivente.
E’ il volto dell’Addolorata, afflitta dalla morte del Figlio e con il petto trafitto da sette spade a costituire il più fulgido esempio dello strazio; ma le dolenti figure sacre trasmigrano ben presto nella parodia dei miserabili e degli spiantati, nell’impertinente sagacia popolare. La finzione e l’inganno sono ora in primo piano facendo della maschera il più efficacie dei travestimenti. Attraverso tratti caricati e deformati si rappresentano caratteri, stati d’animo e sentimenti, la cui forza espressiva passa dal sacro al profano in un infinito caleidoscopio. All’inizio del Novecento in Emilia prende vita un ambiente creativo che attinge linfa vitale nel buonumore e nella satira, nell’umorismo e nella caricatura, ne sono protagonisti lo spirito pungente del modenese Umberto Tirelli e la vena amaramente sarcastica di Aroldo Bonzagni.
Nel solco di questa tradizione si inserisce l’opera di Alessandro Ramin che, proprio sul tema delle Maschere del dolore, eseguirà appositamente una cartapesta.
Informazioni
Le maschere del dolore. Strazio e grottesco nei volti di cartapesta dal Settecento a oggi
Mostra a cura di Elena Bastelli e Lorenzo Lorenzini
Chiesa di San Lorenzo, Corso del Guercino 49, Cento (FE).
Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026.
L’esposizione è visitabile all’interno dell’allestimento “Guercino un nuovo sguardo. Opere provenienti da Forlì e altri luoghi nascosti”
Orari: venerdì, sabato e domenica, ore 10–13 e 15–19.
Inaugurazione: sabato 31 gennaio, ore 17.
Attenzione: Dal 31 gennaio al 1 marzo, gli orari di apertura e le tariffe della Pinacoteca e della chiesa di San Lorenzo subiranno delle variazioni consultabili nella pagina dedicata.